La Caritas Diocesana ha avviato
già dal 2000 il Laboratorio per la promozione e l'accompagnamento delle caritas
parrocchiali con incontri di formazione e confronto mensili che hanno fatto da
supporto al lavoro svolto sul territorio dai centri d'ascolto secondo il metodo ascoltare-osservare-discernere le povertà emergenti. Questo lavoro di rete
permette all'èquipe diocesana appositamente istituita, di procedere, in maniera
sinergica, ad un coordinamento delle varie attività caritative delle
parrocchie.
Funzionale, a tal proposito,
risulta il sistema informatico realizzato: il sito www.churchnet.it, infatti, collega ogni
Centro di ascolto al server diocesano
facilitando la comunicazione in tempo reale fra tutti gli operatori in
vista di risposte immediate e sinergiche alle persone che chiedono aiuto alle
singole parrocchie. Nella fase di ascolto, le richieste più frequenti sono il lavoro, la necessità di
aiuti economici/alimentari, sostegno psicologico e morale.
Una risposta, evidentemente non
esaustiva, alle esigenze lavorative è stato quanto promosso nell'ambito del
Progetto Policoro (8 cooperative sociali tutte attive e in produzione) con una
banca dati a cui si attinge costantemente per qualunque inserimento lavorativo.
L'assistenza alimentare è in
parte supportata dai prodotti AGEA che, però, da soli, non riescono a
soddisfare completamente i fabbisogni manifestati. È per questo motivo che,
durante i tempi forti dell'anno liturgico si organizzano raccolte alimentari
presso i supermercati che si trovano nei territori delle parrocchie stesse.
Un'altra iniziativa utile a far
fronte al bisogno di vestiario, è stata la realizzazione di un guardaroba
diocesano nel quale gli utenti possono trovare la comodità di vestiti nuovi. Il
centro " E mi hai vestito", può diventare sempre più un luogo di ulteriore
ascolto delle persone che lo frequentano.
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Nell'intento di intervenire in
quei settori emergenziali che manifestano potenziali elementi di sviluppo
(minori, disabili, immigrati), in questi anni sono stati avviati progetti
mirati. Grazie a questi progetti sono più di 268 i minori a rischio seguiti nei centri di
aggregazione promossi nei quartieri più degradati.
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Per i disabili si sono
sperimentati diversi laboratori e tra questi quello teatrale è stato di grande
efficacia per il territorio; grazie a questa attività si riuscirà ad autofinanziare
il Centro diurno dove si portano avanti molte altre iniziative tutte volte a
far percepire la disabilità come "risorsa".
Per quanto riguarda il settore
immigrati negli ultimi anni si è fatta una scelta: quella di abbandonare la
mera accoglienza per lavorare a processi di integrazione lavorando per
consentire loro una dignitosa collocazione abitativa e lavorativa evidentemente
non ristretta al nostro ambito territoriale. Gli immigrati rimangono mediamente
4 - 6 mesi presso il nostro centro d'accoglienza: ripartono dopo aver imparato
la lingua italiana e con la patente di
guida in tasca .Per qualcuno degli ospiti extracomunitari è stato possibile
anche rivalutare i titoli accademici. A loro disposizione c'è un'assistente
sociale, un legale, un mediatore culturale oltre al personale inserviente
addetto al centro.
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